Il NAD+ (nicotinamide adenina dinucleotide) è un coenzima presente in ogni cellula vivente. Trasporta elettroni nel metabolismo energetico ed è il substrato di diverse famiglie di enzimi coinvolte nella riparazione del DNA, nella regolazione genica e nella segnalazione immunitaria. L’organismo lo sintetizza a partire dalla vitamina B3 e dall’amminoacido triptofano. Poiché i livelli tissutali di NAD+ diminuiscono con l’età, il NAD+ è diventato un popolare prodotto per la «longevità», soprattutto sotto forma di flebo endovenose (IV) e iniezioni vendute da cliniche del benessere.
Il fatto più importante in assoluto: il NAD+ non è un farmaco approvato dall’FDA (l’agenzia statunitense per i farmaci) per alcun impiego, e nessuno studio controllato ha dimostrato che il NAD+ per via endovenosa o iniettabile migliori alcun esito di salute. I dati pubblicati sull’uomo relativi al NAD+ per via endovenosa si limitano a un piccolo studio pilota di farmacocinetica, a un’analisi retrospettiva di cartelle cliniche, a un preprint (non ancora sottoposto a revisione) e a casi clinici non controllati. I due studi che lo hanno confrontato con la nicotinamide riboside per via endovenosa hanno riscontrato che le infusioni di NAD+ sono spesso fastidiose.
Questa pagina tratta il NAD+ in sé. I precursori orali hanno pagine dedicate: NMN (nicotinamide mononucleotide) e NR (nicotinamide riboside). Questa pagina riassume ciò che riportano gli studi clinici, le revisioni e le autorità regolatorie. Ha solo scopo educativo e non costituisce un parere medico.
| Proprietà | Dettaglio |
|---|---|
| Classe | Coenzima endogeno (dinucleotide); metabolita della vitamina B3 |
| Chimica | C₂₁H₂₇N₇O₁₄P₂, 663,4 g/mol; chiamato anche nadide |
| Stato FDA | Non è un farmaco approvato; i prodotti endovenosi e iniettabili sono preparazioni galeniche (compounding) |
| Stato per la preparazione galenica | Inserito dall’FDA nella Categoria 1 della sezione 503A, «in fase di valutazione» (maggio 2026) |
| Vie utilizzate | Infusione endovenosa, iniezione intramuscolare, integratori orali |
| Dosi negli studi IV sull’uomo | 750 mg in 6 h (dose singola); 500 mg al giorno per 4 giorni; 500 mg in dose singola |
| Emivita | Nessuna emivita plasmatica umana pubblicata; il NAD+ infuso è stato rimosso completamente dal plasma per almeno le prime 2 h di un’infusione lenta |
| Captazione cellulare | Non viene captato intatto; viene prima degradato all’esterno delle cellule in precursori più piccoli (studi cellulari) |
| WADA | Non nominato; le infusioni endovenose superiori a 100 mL per 12 h sono proibite in ogni momento (M2.2) |
Che cos’è
Il NAD+ è un dinucleotide: due nucleotidi uniti attraverso i loro gruppi fosfato. Uno porta una base di adenina e l’altro porta la nicotinamide, la porzione di vitamina B3 che svolge le reazioni chimiche (PubChem). La sua forma ridotta, il NADH, trasporta elettroni ai mitocondri per la produzione di ATP. NAD+ e NADH si convertono continuamente l’uno nell’altro senza essere consumati.
Il NAD+ viene inoltre consumato come substrato da tre gruppi di enzimi, ciascuno dei quali rilascia nicotinamide (NAM) come sottoprodotto (Covarrubias et al., Nat Rev Mol Cell Biol 2021):
- sirtuine, enzimi che rimuovono gruppi acetile dalle proteine e contribuiscono a regolare il metabolismo e l’espressione genica;
- PARP (poli-ADP-ribosio polimerasi), che marcano e riparano il DNA danneggiato;
- NAD+ glicoidrolasi come il CD38, enzimi delle cellule immunitarie che degradano il NAD+.
Poiché il NAD+ viene costantemente consumato, le cellule devono continuare a ricostruirlo. Esistono tre vie:
| Via | Materiale di partenza | Note |
|---|---|---|
| De novo (via della chinurenina) | Triptofano | Soprattutto nel fegato, che rilascia NAM nel sangue per gli altri tessuti |
| Via di Preiss–Handler | Acido nicotinico (niacina) | Vitamina B3 alimentare |
| Via di recupero (salvage) | NAM, NR, NMN | Ricicla la NAM rilasciata dagli enzimi che consumano NAD+ |
Una grave carenza alimentare di questi precursori causa la pellagra, una malattia caratterizzata da diarrea, dermatite e demenza che all’inizio del 20° secolo si scoprì essere curabile con alimenti contenenti niacina (Grant et al., Front Aging Neurosci 2019).
NAD+ e invecchiamento
L’interesse per l’integrazione di NAD+ poggia sull’osservazione che il NAD+ diminuisce con l’età:
- In 49 campioni di cute pelvica umana prelevati da persone di 0–77 anni, il NAD+ tissutale è diminuito con l’età sia nei maschi (r = −0,706) sia nelle femmine (r = −0,537). Nei maschi, una maggiore attività delle PARP si accompagnava a un livello inferiore di NAD+ (Massudi et al., PLoS One 2012).
- Nel plasma di adulti sani lungo un ampio intervallo di età, il NAD+ e il NADP+ sono diminuiti con l’età mentre la NAM e altri prodotti di degradazione sono aumentati (Clement et al., Rejuvenation Res 2019).
- Nei topi, l’espressione e l’attività dell’enzima CD38, che degrada il NAD+, sono aumentate con l’età, e il CD38 è risultato necessario per il calo del NAD+ legato all’invecchiamento (Camacho-Pereira et al., Cell Metab 2016).
Una revisione del 2021 ha osservato che molte malattie legate all’età possono essere rallentate o persino invertite ripristinando il NAD+ in modelli sperimentali. Ha tuttavia sottolineato che non è ancora noto se il ripristino del NAD+ sia sicuro o vantaggioso negli esseri umani che invecchiano (Covarrubias et al., 2021).
Come si comporta nell’organismo
Perché il NAD+ non entra semplicemente nelle cellule
Negli studi su cellule umane in coltura, solo la nicotinamide, l’acido nicotinico e i loro nucleosidi (come l’NR) attraversavano facilmente la membrana cellulare. I nucleotidi, inclusi il NAD+ e l’NMN, venivano prima degradati all’esterno della cellula in questi precursori permeabili, che la cellula utilizzava poi per ricostruire il NAD+ (Nikiforov et al., J Biol Chem 2011). In altre parole, il NAD+ iniettato sembra agire, se mai agisce, come fonte di precursori piuttosto che come NAD+ intatto recapitato all’interno delle cellule.
Nei topi, studi di tracciamento isotopico hanno riscontrato che il ricambio del NAD+ varia ampiamente tra i tessuti: rapido nell’intestino tenue e nella milza, lento nel muscolo scheletrico. Nelle cellule in coltura il tempo di dimezzamento del ricambio era di circa 6–12 h. Lo stesso lavoro ha rilevato che l’NR o l’NMN somministrati per via endovenosa raggiungevano intatti diversi tessuti, mentre le stesse molecole assunte per via orale venivano per lo più convertite in NAM nel fegato (Liu et al., Cell Metab 2018).
L’unico studio di farmacocinetica IV sull’uomo
Il primo studio su ciò che accade al NAD+ infuso nelle persone ha somministrato a 8 uomini sani di 30–55 anni un’infusione endovenosa di 750 mg in 6 ore (≈2 mg/min, o 3 µmol/min). Tre uomini hanno ricevuto soluzione fisiologica (Grant et al., Front Aging Neurosci 2019). La dose è stata scelta per rispecchiare uno schema comune presso la clinica del benessere in cui è stato condotto lo studio.
| Misura | Risultato |
|---|---|
| NAD+ plasmatico durante le prime 2 h | Nessun aumento: il NAD+ infuso è stato rimosso dal plasma rapidamente e completamente |
| NAD+ plasmatico a fine infusione (6 h) | +398% rispetto al basale; ancora elevato 2 h più tardi |
| Nicotinamide (NAM) plasmatica a 6 h | +409% |
| ADP-ribosio plasmatico a 6 h | +393% |
| NMN plasmatico | +472%, solo a 8 h (2 h dopo la fine dell’infusione) |
| Escrezione urinaria di NAD+ a 6 h | +538% rispetto al valore a 30 minuti |
| Eventi avversi | Nessuno osservato |
L’aumento parallelo di NAM e ADP-ribosio indica una rapida degradazione del NAD+ da parte di enzimi quali il CD38. Una parte del NAD+ intatto e della metilnicotinamide (un prodotto di degradazione della NAM) è andata persa nelle urine. Lo studio ha misurato solo il plasma e le urine, non il NAD+ all’interno delle cellule o dei tessuti. Uno degli autori era affiliato alla clinica che offre le infusioni.
Sui valori di «emivita del NAD+». Alcune fonti citano un’emivita plasmatica in minuti per il NAD+ iniettato. Non abbiamo trovato alcuno studio pubblicato sull’uomo che ne abbia misurata una. Lo studio di Grant non ha riportato un’emivita; ha mostrato che il NAD+ scompare dal plasma più velocemente di quanto un’infusione lenta riesca a innalzarlo durante le prime 2 ore.
Stato regolatorio
- Non approvato dall’FDA. Nessun prodotto a base di NAD+ è approvato come farmaco negli Stati Uniti. Il NAD+ endovenoso e iniettabile venduto dalle cliniche è allestito da farmacie galeniche (compounding pharmacy) (Reyna et al., Front Aging 2026). L’FDA precisa che i farmaci in preparazione galenica non sono approvati dall’FDA, pertanto l’agenzia non ne verifica sicurezza, efficacia o qualità prima della commercializzazione (FDA).
- Candidature per la preparazione galenica. L’elenco dell’FDA delle sostanze candidate per la preparazione galenica in farmacia ai sensi della sezione 503A colloca il NAD e il NADH nella Categoria 1, «sostanze farmacologiche sfuse in fase di valutazione». Una forma salina candidata separatamente (beta-NAD sale disodico triidrato) si trova nella Categoria 3, «candidata senza supporto adeguato» (categorie 503A dell’FDA, maggio 2026). Il NAD+ non è stato inserito nell’elenco definitivo delle sostanze sfuse 503A (FDA).
- Sport. Il NAD+ non è nominato nella lista WADA. Tuttavia, le infusioni o iniezioni endovenose superiori a 100 mL in totale per periodo di 12 ore costituiscono un metodo proibito in ogni momento, salvo quando ricevute legittimamente nel corso di trattamenti ospedalieri, procedure chirurgiche o indagini diagnostiche cliniche (WADA 2026 Prohibited List). Le infusioni commerciali descritte di seguito erano diluite in 500 mL di soluzione fisiologica.
Cosa mostra la ricerca
Due recenti revisioni sistematiche inquadrano le evidenze:
- Una revisione del 2026 condotta secondo le linee guida PRISMA ha individuato 33 studi di intervento sull’uomo riguardanti composti correlati al NAD. L’NR e l’NMN orali hanno aumentato in modo affidabile i marcatori ematici del NAD+, ma gli effetti su funzione, metabolismo e altri esiti legati alla durata della vita in salute (healthspan) sono risultati contrastanti e spesso nulli. Non è stato trovato alcuno studio di esito idoneo sul NAD+ stesso per via endovenosa o intramuscolare (Gallagher & Emmanuel, Ageing Res Rev 2026).
- Una revisione critica del 2026 sulla «terapia della longevità» per via endovenosa (incluso il NAD+) ha concluso che dovrebbe essere considerata sperimentale, citando la scarsità e la bassa potenza statistica degli studi controllati con placebo (Godic & Townsend, Acta Dermatovenerol APA 2026).
NAD+ IV a confronto con NR IV
Due piccoli studi collegati a cliniche hanno confrontato il NAD+ per via endovenosa con la nicotinamide riboside per via endovenosa alla stessa dose.
| Studio | Disegno | Bracci | Risultati principali per il NAD+ IV | |—|—|—| | Reyna et al., 2026 | Analisi retrospettiva di cartelle cliniche, clinica del benessere; follow-up di 30 giorni | 500 mg di NAD+ IV (n = 6) contro 500 mg di NR IV (n = 8), al giorno per 4 giorni | Tutti e 6 hanno riferito sintomi da moderati a gravi durante l’infusione; tempo medio di infusione 97 min contro 37 min per l’NR | | Hawkins et al., 2024 | Studio pilota randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo (preprint, non sottoposto a revisione paritaria) | Singola dose di 500 mg di NR IV, 500 mg di NAD+ IV, 500 mg di NR orale o soluzione fisiologica; 37 + 16 partecipanti analizzati | Reazioni all’infusione più numerose e più gravi rispetto all’NR IV; tempo di infusione tollerabile per l’NR IV più breve del 75%; aumento dei globuli bianchi e dei neutrofili; NAD+ ematico a 3 h inferiore rispetto a dopo l’NR IV (p inferiore a 0,01) |
Nell’analisi delle cartelle cliniche, i clienti regolavano autonomamente la velocità di infusione in base alla tollerabilità. Nell’arco di 30 giorni, il colesterolo HDL è sceso in media di 5,8 mg/dL nel gruppo NAD+ (p = 0,02) e la fosfatasi alcalina è diminuita lievemente, con valori rimasti nell’intervallo di normalità. Non vi sono state variazioni significative di ALT, AST, hsCRP, marcatori renali, TSH, glicemia a digiuno o LDL. Lo studio non aveva un gruppo di controllo non trattato ed è stato finanziato e condotto dalla società proprietaria della clinica. Nel preprint, il picco di NAD+ ematico è salito del 20,7% dopo l’NR IV; il prodotto di confronto (Niagen+ IV) è un NR di marca.
Nessuno dei due studi ha misurato un beneficio clinico quale energia, funzioni cognitive, composizione corporea o rischio di malattia.
Dipendenza e astinenza da alcol
L’impiego clinico del NAD+ per via endovenosa risale a una relazione preliminare del 1961 sul NAD (allora chiamato difosfopiridina nucleotide, DPN) nella tossicodipendenza (O’Hollaren, West J Surg Obstet Gynecol 1961). Lo studio moderno più citato è una serie non controllata di 50 pazienti con disturbo da uso di sostanze che hanno ricevuto infusioni di NAD+ combinate con una formulazione di inibitori dell’encefalinasi (Blum et al., Curr Psychiatry Res Rev 2022). I punteggi di desiderio compulsivo (craving), ansia e depressione sono diminuiti rispetto al basale, ma non vi era alcun gruppo di controllo, il NAD+ non è stato testato da solo e l’autore principale detiene brevetti sulla terapia con inibitori dell’encefalinasi. Gli autori stessi hanno auspicato studi randomizzati controllati con placebo. Non abbiamo trovato alcuno studio randomizzato controllato sul NAD+ per via endovenosa nella dipendenza o nell’astinenza.
NAD+ e NADH per via orale
Si ritiene che il NAD+ in sé non venga assorbito intatto dall’intestino né captato intatto dalle cellule (Reyna et al., 2026). Uno studio randomizzato del 2026, tra i cui autori figurano l’amministratore delegato e azionisti dello sviluppatore, condotto su 50 adulti analizzati di 45–75 anni, ha testato una formulazione modificata di NAD+ orale per 5 giorni. Il NAD nel sangue intero è aumentato del 53% rispetto al placebo, ma il NAD plasmatico non è cambiato, mentre i prodotti di degradazione della NAM, metilnicotinamide e N1-methyl-2-pyridone-5-carboxamide (2PY), sono aumentati nettamente. Gli endpoint clinici e di benessere non differivano dopo la correzione per confronti multipli (Kornilov et al., GeroScience 2026).
La forma ridotta, il NADH, è stata sperimentata per via orale a piccole dosi. In uno studio crossover su 26 persone con sindrome da stanchezza cronica, 8 su 26 (31%) hanno risposto a 10 mg/die di NADH per 4 settimane contro 2 su 26 (8%) con il placebo (Forsyth et al., Ann Allergy Asthma Immunol 1999). Una revisione sistematica del 2024 ha riunito 10 studi randomizzati con 489 partecipanti, per lo più su NADH orale o precursori, riscontrando che i prodotti erano ben tollerati, con benefici clinici che necessitano ancora di conferma (Gindri et al., Am J Physiol Endocrinol Metab 2024).
Per i precursori orali, vedi le pagine dedicate a NMN e NR, che dispongono di una base di studi clinici molto più ampia rispetto al NAD+ stesso.
Effetti collaterali e rischi
Reazioni all’infusione
Il fastidio durante l’infusione è il riscontro più costante con il NAD+ per via endovenosa. Nell’analisi delle cartelle cliniche del 2026, tutti i 6 clienti trattati con NAD+ hanno riferito sintomi da moderati a gravi durante le infusioni, cessati non appena ciascuna infusione è terminata (Reyna et al., 2026):
- crampi addominali, nausea, vomito e diarrea;
- aumento della frequenza cardiaca e senso di oppressione toracica;
- mal di gola e congestione.
Le segnalazioni dei clinici indicano queste reazioni come il motivo per cui le infusioni di NAD+ vengono somministrate lentamente. Il preprint a dose singola ha riportato lo stesso quadro, con reazioni più numerose e più gravi con il NAD+ rispetto all’NR (Hawkins et al., 2024). L’infusione di 750 mg in 6 ore nello studio pilota del 2019 non ha prodotto eventi avversi osservati (Grant et al., 2019).
Possibile risposta infiammatoria
Il NAD+ extracellulare può agire come «segnale di pericolo» per il sistema immunitario, e gli autori dell’analisi delle cartelle cliniche suggeriscono che ciò possa spiegare i sintomi durante l’infusione (Reyna et al., 2026). Il preprint ha riscontrato aumenti della conta dei globuli bianchi e dei neutrofili dopo il NAD+ IV ma non dopo l’NR IV, dato che gli autori hanno interpretato come una risposta infiammatoria (Hawkins et al., 2024).
Variazioni degli esami di laboratorio
I dati disponibili sono esigui e di breve durata:
- 750 mg in 6 h hanno prodotto variazioni statisticamente significative ma clinicamente minori in alcuni test epatici (lievi riduzioni di GGT, LD e AST; bilirubina aumentata di 2,75 µmol/L) (Grant et al., 2019).
- Quattro infusioni giornaliere da 500 mg sono state seguite da un calo di 5,8 mg/dL del colesterolo HDL a 30 giorni, in 6 persone senza gruppo di controllo (Reyna et al., 2026).
Aspetti non noti
- Sicurezza a lungo termine. Nessuno degli studi pubblicati sulla somministrazione endovenosa ha seguito i partecipanti per più di circa 30 giorni.
- Qualità dei prodotti. Il NAD+ in preparazione galenica non è approvato dall’FDA, pertanto identità, dosaggio e sterilità non sono verificati dall’FDA prima della vendita (FDA).
- Chi è stato studiato. Gli studi sull’uomo per via endovenosa hanno arruolato piccoli numeri di adulti, per lo più in buona salute generale, e una serie di 50 persone con disturbo da uso di sostanze; l’analisi delle cartelle cliniche ha escluso le clienti in gravidanza. Non abbiamo trovato dati sul NAD+ per via endovenosa nei bambini o nelle persone con malattie cardiache, epatiche o renali.
Punti chiave
- Un coenzima essenziale, non un farmaco approvato. Il NAD+ alimenta il metabolismo energetico e sostiene sirtuine, PARP e CD38. Nessun prodotto a base di NAD+ è approvato dall’FDA e le infusioni delle cliniche sono preparazioni galeniche.
- I livelli tissutali diminuiscono con l’età. Studi su cute e plasma umani mostrano livelli inferiori di NAD+ nelle persone anziane; i lavori sugli animali collegano questo calo all’aumento dell’attività del CD38.
- Il NAD+ infuso viene degradato rapidamente. È scomparso dal plasma durante le prime 2 ore di un’infusione lenta, e gli studi cellulari mostrano che deve essere scisso in precursori prima che le cellule possano utilizzarlo.
- Nessuno studio sugli esiti clinici. Le revisioni sistematiche non hanno trovato alcuno studio controllato che dimostri che il NAD+ per via endovenosa o iniettabile migliori alcun esito di salute o anti-invecchiamento.
- Le infusioni sono spesso sgradevoli. Crampi, nausea, oppressione toracica e aumento della frequenza cardiaca sono stati riferiti da tutti i soggetti che hanno ricevuto NAD+ in uno studio clinico; l’NR per via endovenosa è stato tollerato meglio e ha innalzato di più il NAD+ ematico in un confronto pubblicato in preprint.
- Gli atleti sono soggetti a un limite per le infusioni IV. Il NAD+ non è vietato nominalmente, ma le infusioni endovenose superiori a 100 mL per 12 ore sono proibite dall’Agenzia mondiale antidoping (WADA) al di fuori di cure mediche legittime.
Fonti
- National Center for Biotechnology Information. Nadide (NAD+), PubChem CID 5892. PubChem.
- Covarrubias AJ, Perrone R, Grozio A, Verdin E. NAD+ metabolism and its roles in cellular processes during ageing. Nat Rev Mol Cell Biol. 2021;22(2):119–141. PubMed.
- Massudi H, Grant R, Braidy N, et al. Age-associated changes in oxidative stress and NAD+ metabolism in human tissue. PLoS One. 2012;7(7):e42357. PubMed.
- Clement J, Wong M, Poljak A, et al. The plasma NAD+ metabolome is dysregulated in “normal” aging. Rejuvenation Res. 2019;22(2):121–130. PubMed.
- Camacho-Pereira J, Tarragó MG, Chini CCS, et al. CD38 dictates age-related NAD decline and mitochondrial dysfunction through an SIRT3-dependent mechanism. Cell Metab. 2016;23(6):1127–1139. PubMed.
- Nikiforov A, Dölle C, Niere M, Ziegler M. Pathways and subcellular compartmentation of NAD biosynthesis in human cells: from entry of extracellular precursors to mitochondrial NAD generation. J Biol Chem. 2011;286(24):21767–21778. PubMed.
- Liu L, Su X, Quinn WJ 3rd, et al. Quantitative analysis of NAD synthesis-breakdown fluxes. Cell Metab. 2018;27(5):1067–1080.e5. PubMed.
- Grant R, Berg J, Mestayer R, et al. A pilot study investigating changes in the human plasma and urine NAD+ metabolome during a 6 hour intravenous infusion of NAD. Front Aging Neurosci. 2019;11:257. PubMed.
- Reyna K, Heinzen G, Patel N, et al. Intravenous infusion of nicotinamide adenine dinucleotide (NAD+) versus nicotinamide riboside (NR): a retrospective tolerability pilot study in a real-world setting. Front Aging. 2026;7:1652582. PubMed.
- Hawkins J, Idoine R, Kwon J, et al. Randomized, placebo-controlled, pilot clinical study evaluating acute Niagen+ IV and NAD+ IV in healthy adults. medRxiv (preprint, not peer reviewed). 2024. medRxiv.
- Gallagher C, Emmanuel OO. NAD⁺ supplementation for anti-aging and wellness: a PRISMA-guided systematic review of preclinical and clinical evidence. Ageing Res Rev. 2026;116:103057. PubMed.
- Godic A, Townsend J. Intravenous longevity therapy: a critical review of evidence, mechanisms, and clinical utility. Acta Dermatovenerol Alp Pannonica Adriat. 2026;35(1):39–43. PubMed.
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- Blum K, Han D, Baron D, et al. Nicotinamide adenine dinucleotide (NAD+) and enkephalinase inhibition (IV1114589NAD) infusions significantly attenuate psychiatric burden sequalae in substance use disorder (SUD) in fifty cases. Curr Psychiatry Res Rev. 2022;18(2):125–143. PubMed.
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