Integratori alimentari

Vitamina A

La vitamina A è una vitamina liposolubile essenziale, necessaria per la vista, la funzione immunitaria, la riproduzione e la normale crescita cellulare. La dieta la fornisce in due forme: vitamina A preformata (retinolo ed esteri del retinile) da alimenti di origine animale e integratori, e carotenoidi provitamina A, come il betacarotene, dalle piante. La carenza è rara negli Stati Uniti, ma resta una delle principali cause di cecità e di morte nell’infanzia nei paesi a basso reddito.

Il fatto più importante per chi usa integratori è che la vitamina A preformata ha un margine ristretto. La RDA (dose giornaliera raccomandata) per gli adulti negli Stati Uniti è di 700–900 mcg RAE/giorno e il limite massimo è di 3.000 mcg/giorno, eppure gli integratori a ingrediente singolo riportano comunemente 3.000 mcg RAE. L’eccesso si accumula nel fegato. Tra i danni documentati con assunzioni elevate ci sono i difetti congeniti e la cirrosi epatica, e la vitamina A si somma alla tossicità dei farmaci retinoidi orali come l’isotretinoina.

Questa pagina riassume quanto riportato dall’Office of Dietary Supplements dei NIH, dalle National Academies, dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare, dalle schede tecniche dei farmaci e dagli studi clinici. Ha scopo puramente informativo e non costituisce un parere medico.

Proprietà Dettaglio
Tipo Vitamina liposolubile essenziale; ingrediente di integratori alimentari; il palmitato di retinile è anche un’iniezione su prescrizione (Aquasol A)
Forme principali Preformata: retinolo, acetato di retinile, palmitato di retinile. Provitamina: betacarotene, alfacarotene, betacriptoxantina
RDA adulti (USA) 900 mcg RAE/giorno per gli uomini; 700 mcg RAE/giorno per le donne; 770 in gravidanza e 1.300 durante l’allattamento (età 19–50 anni)
Limite massimo 3.000 mcg/giorno di vitamina A preformata per gli adulti (circa 10.000 UI), sia negli Stati Uniti sia nell’UE. Nessun UL per il betacarotene
Assunzione abituale negli USA 682 mcg RAE/giorno negli uomini e 616 nelle donne da alimenti e bevande (NHANES 2017–2018)
Quantità tipiche negli integratori Prodotti a ingrediente singolo comunemente 3.000 mcg RAE; multivitaminici spesso 750–1.050 mcg RAE
Fonte alimentare più ricca Fegato di manzo, 6.582 mcg RAE per 3 once
Dosi negli studi citati 7.500 mcg/giorno (25.000 UI) negli adulti; 200.000 UI ogni 6 mesi nei bambini
Emivita Nessun valore unico per un nutriente trattenuto in grandi riserve epatiche; l’organismo perde circa lo 0,5%–0,7% delle riserve al giorno
Stato WADA Non nominata nella Lista delle sostanze proibite del 2026

Che cos’è

«Vitamina A» indica una famiglia di retinoidi, principalmente il retinolo e i suoi esteri. All’interno delle cellule il retinolo viene convertito in due forme attive (NIH ODS; EFSA 2024):

  • Retinale, che forma la rodopsina, la proteina della retina sensibile alla luce.
  • Acido retinoico, che agisce sui recettori nucleari e regola più di 500 geni coinvolti nella differenziazione cellulare, nello sviluppo, nella riproduzione e nell’immunità.

I farmaci retinoidi sono acido retinoico o molecole correlate. Tra questi ci sono l’isotretinoina, la tretinoina e l’adapalene, un retinoide sintetico. Non sono intercambiabili con il retinolo, ma quelli ad azione sistemica ne condividono gran parte della tossicità.

Vitamina A preformata e carotenoidi

La vitamina A preformata proviene da fegato, pesce, uova, latticini e alimenti arricchiti. Circa il 65%–80% della vitamina A consumata nei paesi ad alto reddito è preformata. Il betacarotene e gli altri carotenoidi provitamina A provengono dalle piante e vengono convertiti in vitamina A nell’intestino. Licopene, luteina e zeaxantina sono carotenoidi che non vengono convertiti (NIH ODS).

Le due forme differiscono per sicurezza. L’EFSA non ha trovato alcun caso segnalato di tossicità da vitamina A causata soltanto da carotenoidi provitaminici e afferma che il betacarotene in sé non è considerato teratogeno (in grado di causare difetti congeniti). Osserva però che il betacarotene può aggiungersi alle riserve epatiche e che il betacarotene degli integratori comporta un proprio rischio di cancro del polmone nei fumatori (EFSA 2024).

RAE, RE e UI

Le quantità di vitamina A sono espresse in equivalenti di attività del retinolo (RAE), che correggono per lo scarso assorbimento e la scarsa conversione dei carotenoidi. Le etichette e gli studi meno recenti usano le unità internazionali (UI) o gli equivalenti del retinolo (RE) (NIH ODS):

Fonte Quantità equivalente a 1 mcg RAE 1 UI equivale a
Retinolo (preformato) 1 mcg 0,3 mcg RAE
Betacarotene, da integratori 2 mcg 0,3 mcg RAE
Betacarotene, da alimenti 12 mcg 0,05 mcg RAE
Alfacarotene o betacriptoxantina, da alimenti 24 mcg 0,025 mcg RAE

Queste conversioni contano nella pratica:

  • Un valore in UI non può essere convertito senza conoscere la fonte. Un’assunzione di 900 mcg RAE corrisponde a 3.000 UI come retinolo, ma a 18.000 UI come betacarotene alimentare.
  • L’UL copre solo la parte preformata. Un prodotto con 3.000 mcg RAE, il 60% dei quali da betacarotene, fornisce 1.200 mcg di vitamina A preformata.
  • Per la vitamina A preformata RE e RAE coincidono, quindi gli studi meno recenti sul retinolo si possono leggere direttamente. L’EFSA usa un fattore diverso per il betacarotene (6 mcg equivalgono a 1 mcg RE), per cui i valori di «vitamina A totale» non sempre coincidono.

Come agisce nell’organismo

Fino al 75%–100% del retinolo presente negli alimenti viene assorbito, rispetto a circa il 10%–30% del betacarotene alimentare nella maggior parte dei casi. Gli esteri preformati degli integratori sono assorbiti al 70%–90%, mentre il betacarotene degli integratori varia dall’8,7% al 65% (NIH ODS).

La maggior parte della vitamina A è immagazzinata nel fegato sotto forma di esteri del retinile, soprattutto nelle cellule stellate epatiche. L’organismo ne perde soltanto circa lo 0,5%–0,7% delle riserve al giorno, ed è per questo che le assunzioni ripetute possono accumularsi (EFSA 2024).

Perché le analisi del sangue possono trarre in inganno

Il retinolo sierico è controllato in modo rigoroso e resta quasi costante in un ampio intervallo di assunzioni. Non scende finché le riserve epatiche non sono quasi esaurite, e infezioni o infiammazioni possono abbassarlo indipendentemente dall’assunzione. Un livello di 20 mcg/dL o inferiore riflette spesso una carenza moderata, e di 10 mcg/dL o inferiore una carenza grave (NIH ODS). All’estremo opposto sono stati segnalati casi di ipervitaminosi A con retinolo sierico nella norma (EFSA 2024). Un livello normale di retinolo non esclude quindi un eccesso.

Valori dietetici di riferimento

Il Food and Nutrition Board statunitense ha stabilito questi valori. Le RDA sono in mcg RAE e gli UL si applicano solo alla vitamina A preformata, da alimenti e integratori insieme (NIH ODS; IOM 2001):

Gruppo RDA (mcg RAE/giorno) UL (mcg/giorno)
Lattanti 0–6 mesi 400 (AI) 600
Lattanti 7–12 mesi 500 (AI) 600
Bambini 1–3 anni 300 600
Bambini 4–8 anni 400 900
Età 9–13 anni 600 1.700
Età 14–18 anni Uomini 900; donne 700 2.800
Età 19 anni e oltre Uomini 900; donne 700 3.000
Gravidanza, 14–18 anni 750 2.800
Gravidanza, 19–50 anni 770 3.000
Allattamento, 14–18 anni 1.200 2.800
Allattamento, 19–50 anni 1.300 3.000

La RDA copre il fabbisogno di quasi tutte (97%–98%) le persone sane. L’AI (Adequate Intake, assunzione adeguata) viene utilizzata quando le evidenze sono troppo scarse per fissare una RDA. L’UL è l’apporto giornaliero più elevato che difficilmente comporta rischi.

Il panel statunitense ha basato l’UL degli adulti su due effetti. Per le donne in età riproduttiva ha utilizzato la teratogenicità, dividendo un livello senza effetti avversi osservati (NOAEL) di 4.500 mcg/giorno per un fattore di incertezza di 1,5. Per gli altri adulti ha utilizzato le alterazioni epatiche, dividendo un livello più basso a cui si osservano effetti avversi (LOAEL) di 14.000 mcg/giorno per 5. L’UL non si applica alle persone che ricevono vitamina A sotto controllo medico. Il panel ha inoltre avvertito che chi consuma molto alcol, chi ha una malattia epatica preesistente, chi ha lipidi elevati nel sangue o una grave malnutrizione proteica potrebbe non essere protetto da questo valore (IOM 2001).

Nel 2024 l’EFSA ha riesaminato l’UL europeo e lo ha mantenuto a 3.000 mcg/giorno per gli adulti, usando la teratogenicità come effetto critico. Il limite si applica a uomini, donne in età fertile, donne in gravidanza e in allattamento e donne in postmenopausa. I limiti per i gruppi più giovani vanno da 600 mcg/giorno nei lattanti a 2.600 mcg/giorno tra i 15 e i 17 anni. Le assunzioni di riferimento per la popolazione (population reference intakes) dell’EFSA per gli adulti sono 750 mcg RE/giorno per gli uomini e 650 per le donne. L’EFSA non ha potuto stabilire un UL per il betacarotene (EFSA 2024).

Fonti alimentari e integratori

Valori scelti dalla tabella dell’ODS (NIH ODS):

Alimento mcg RAE per porzione Forma
Fegato di manzo, saltato in padella, 3 once 6.582 Preformata
Patata dolce, al forno, 1 intera 1.403 Provitamina
Spinaci, surgelati, bolliti, ½ tazza 573 Provitamina
Carote, crude, ½ tazza 459 Provitamina
Aringa, marinata, 3 once 219 Preformata
Latte scremato, arricchito, 1 tazza 149 Preformata
Uovo, sodo, 1 grande 75 Preformata

Una porzione di fegato di manzo corrisponde a più del doppio dell’UL di un adulto. L’EFSA ha stimato che le assunzioni europee non dovrebbero superare l’UL se fegato e frattaglie sono limitati a una volta al mese o meno, e che un consumo più frequente di frattaglie o integratori ad alto dosaggio può superarlo (EFSA 2024).

Circa il 12%–40% della popolazione statunitense, a seconda dell’età, usa un integratore contenente vitamina A. Gli integratori usano in genere acetato di retinile, palmitato di retinile, betacarotene o una miscela (NIH ODS).

Carenza

Nei dati NHANES del 2003–2006 meno dell’1% della popolazione statunitense aveva un retinolo sierico inferiore a 20 mcg/dL. A livello globale, un’analisi aggregata di 138 paesi a basso e medio reddito ha rilevato una carenza nel 29% dei bambini da 6 mesi a 5 anni nel 2013, con il 48% nell’Africa subsahariana e il 44% nell’Asia meridionale (NIH ODS).

Il segno clinico più comune è la xeroftalmia, che inizia come cecità notturna e può progredire fino a danni alla cornea e cecità permanente. La carenza cronica aumenta anche la gravità e la mortalità delle infezioni, in particolare del morbillo e delle malattie diarroiche.

Nei paesi ad alto reddito le persone più a rischio comprendono (NIH ODS):

  • Persone con fibrosi cistica. Fino al 90% ha insufficienza pancreatica, e la vitamina A per tutta la vita fa parte delle cure standard.
  • Persone con malattia infiammatoria intestinale o celiachia. Circa un quarto dei bambini con morbo di Crohn o colite ulcerosa ha una carenza.
  • Neonati pretermine. Nascono con scarse riserve epatiche.

Uso medico approvato

Aquasol A (iniezione di palmitato di retinile) è indicato in scheda tecnica per la carenza di vitamina A quando la somministrazione orale non è praticabile, ad esempio nel malassorbimento. La dose intramuscolare indicata in scheda tecnica per gli adulti è di 100.000 unità al giorno per tre giorni, poi 50.000 unità al giorno per due settimane, seguite da una terapia multivitaminica orale per due mesi. Queste dosi di trattamento sono molto superiori all’UL e vengono somministrate per un periodo limitato sotto controllo medico (scheda tecnica di Aquasol A).

Cosa mostra la ricerca

Le evidenze si dividono nettamente a seconda della popolazione. La vitamina A aiuta dove la carenza è comune e non ha mostrato un beneficio generale negli adulti ben nutriti.

Sopravvivenza dei bambini nelle popolazioni carenti

La maggior parte degli studi ha usato dosi elevate periodiche in paesi a basso e medio reddito:

Studio Chi Risultato
Imdad et al., Cochrane 2022 47 studi, circa 1,2 milioni di bambini da 6 mesi a 5 anni Mortalità per tutte le cause RR 0,88 (IC 95% 0,83–0,93; certezza alta); mortalità per diarrea RR 0,88 (IC 95% 0,79–0,98); cecità notturna RR 0,32 (IC 95% 0,21–0,50)
Awasthi et al., Lancet 2013 (DEVTA) Circa 1 milione di bambini in età prescolare nell’India settentrionale; 200.000 UI ogni 6 mesi Rapporto di mortalità 0,96 (IC 95% 0,89–1,03); la carenza e le macchie di Bitot sono diminuite

DEVTA, lo studio più ampio, non ha confermato la riduzione della mortalità del 20%–30% attesa dagli studi precedenti. La metanalisi dei suoi autori ha comunque mostrato una riduzione dell’11% (IC 95% 5–16). La revisione Cochrane ha inoltre rilevato più vomito nelle prime 48 ore dopo la somministrazione (RR 1,97; IC 95% 1,44–2,69).

Neonati e gravidanza

La somministrazione più precoce e quella alle madri hanno avuto meno successo:

  • Neonati. In 12 studi con 168.460 neonati, la supplementazione non ha ridotto la mortalità infantile a 6 mesi (RR 0,98; IC 95% 0,89–1,07) né a 12 mesi (RR 1,04; IC 95% 0,94–1,15) (Haider et al., Cochrane 2017). Gli studi aggregati collegano inoltre la somministrazione ai neonati alla fontanella bombata (RR 1,53; IC 95% 1,12–2,09) (EFSA 2024).
  • Gravidanza. Una revisione di 19 studi con oltre 310.000 donne non ha trovato effetti sulla mortalità materna o perinatale, ma ha rilevato meno cecità notturna materna (RR 0,79; IC 95% 0,64–0,98) e anemia (RR 0,64; IC 95% 0,43–0,94), per lo più dove la carenza è comune (McCauley et al., Cochrane 2015).

Morbillo

La carenza di vitamina A è un fattore di rischio per il morbillo grave. Le evidenze sul trattamento sono più limitate di quanto si affermi spesso. Una revisione Cochrane sui bambini con morbillo non ha trovato una riduzione complessiva della mortalità (RR 0,70; IC 95% 0,42–1,15). Due dosi da 200.000 UI in giorni consecutivi sono state associate a una mortalità inferiore nei bambini sotto i 2 anni (RR 0,18; IC 95% 0,03–0,61) (Huiming et al., Cochrane 2005). Nell’uso preventivo nelle popolazioni carenti, la supplementazione ha ridotto l’incidenza del morbillo (RR 0,45; IC 95% 0,30–0,69; certezza bassa) ma non i decessi per morbillo (RR 0,88; IC 95% 0,69–1,11) (Imdad et al., Cochrane 2022).

I CDC affermano che la vitamina A non previene il morbillo e non sostituisce la vaccinazione. Indicano che la vitamina A può essere somministrata ai bambini con morbillo come cura di supporto sotto la supervisione di un clinico, in due dosi in giorni consecutivi, con la quantità stabilita in base all’età. Avvertono inoltre che l’uso eccessivo può danneggiare fegato, ossa, sistema nervoso centrale e pelle (CDC).

Cancro e mortalità negli adulti

Le speranze che il retinolo prevenisse il cancro negli adulti ben nutriti sono state in gran parte deluse:

Studio Chi Intervento Risultato
Omenn et al., NEJM 1996 (CARET) 18.314 fumatori, ex fumatori e lavoratori esposti all’amianto 30 mg di betacarotene più 25.000 UI di palmitato di retinile al giorno, vs placebo Cancro del polmone RR 1,28 (IC 95% 1,04–1,57); morte per qualsiasi causa RR 1,17 (IC 95% 1,03–1,33); interrotto con 21 mesi di anticipo
Goodman et al., JNCI 2004 CARET, 6 anni dopo l’interruzione Nessuno durante il follow-up Cancro del polmone RR 1,12 (IC 95% 0,97–1,31); mortalità per tutte le cause RR 1,08 (IC 95% 0,99–1,17)
Moon et al., CEBP 1997 2.297 adulti dell’Arizona a rischio moderato di cancro della pelle 25.000 UI di retinolo al giorno vs placebo; mediana 3,8 anni Carcinoma squamocellulare HR 0,74 (IC 95% 0,56–0,99); carcinoma basocellulare HR 1,06 (IC 95% 0,86–1,32)

CARET ha combinato entrambi gli agenti, quindi non può separare il retinolo dal betacarotene. Anche gli studi con il solo betacarotene hanno rilevato danni nei fumatori; vedi la pagina sul betacarotene.

Una metanalisi Cochrane sugli integratori antiossidanti non ha trovato un effetto significativo della vitamina A sulla mortalità in 12 studi a basso rischio di bias (RR 1,07; IC 95% 0,97–1,18), ma dosi più elevate di vitamina A sono risultate associate a una mortalità maggiore nella metaregressione (Bjelakovic et al., Cochrane 2012). Una revisione delle evidenze per lo US Preventive Services Task Force ha concluso che gli integratori offrivano poco o nessun beneficio contro le malattie cardiovascolari, il cancro o la morte, a parte un piccolo beneficio contro il cancro con i multivitaminici. Ha citato evidenze limitate che collegano la vitamina A alla frattura dell’anca (O’Connor et al., JAMA 2022).

Malattie dell’occhio

La formula oculare AREDS originale usava 15 mg di betacarotene. AREDS2 ha mostrato che non era necessario, e sostituirlo con luteina e zeaxantina è stato almeno altrettanto efficace contro la progressione della degenerazione maculare legata all’età, con un minor numero di tumori del polmone (NIH ODS). Queste evidenze riguardano i carotenoidi, non il retinolo.

Acne

Il successo dell’isotretinoina ha spinto alcune persone a provare la vitamina A orale contro l’acne. Le evidenze sono datate, scarse e contrastanti:

  • Resoconto sulle dosi elevate. Un resoconto preliminare del 1981 ha rilevato che il retinolo era inefficace a 50.000–100.000 UI/giorno e molto efficace a 300.000 UI/giorno nelle donne e a 400.000–500.000 UI/giorno negli uomini (Kligman et al., Int J Dermatol 1981). Queste dosi sono 30–50 volte l’UL degli adulti.
  • Revisione. Una revisione della letteratura del 2022 ha individuato 8 studi clinici e un caso clinico. L’acne è migliorata in 8 su 9, con dosi da 36.000 a 500.000 UI al giorno, più spesso 100.000 UI. Gli autori hanno concluso che la vitamina A è efficace, pur rilevando «controlli ed esiti limitati», e hanno sottolineato che è un teratogeno (Cook et al., Dermatol Online J 2022).
  • Livelli ematici. In uno studio trasversale su 90 pazienti e 30 controlli, la vitamina A era più bassa nell’acne e scendeva ulteriormente con la gravità (Tunçez Akyürek et al., J Cosmet Dermatol 2020). Questo non dimostra che una bassa vitamina A causi l’acne né che gli integratori aiutino. L’infiammazione stessa può abbassare il retinolo sierico.

Non abbiamo trovato alcuno studio moderno controllato con placebo sul retinolo orale per l’acne, né alcuno studio controllato sul solo retinolo topico. L’abstract delle linee guida 2024 dell’American Academy of Dermatology elenca tra le raccomandazioni i retinoidi topici, il perossido di benzoile, gli antibiotici, le opzioni ormonali e l’isotretinoina orale; la vitamina A orale non è elencata (Reynolds et al., JAAD 2024). Le dosi riportate come efficaci rientrano nell’intervallo in cui valgono i rischi per il fegato e di difetti congeniti descritti più avanti. Per i farmaci con evidenze consolidate, vedi isotretinoina, tretinoina e adapalene.

Crescita, muscoli e recupero

La vitamina A viene a volte promossa per il recupero e per obiettivi fisici. Le evidenze nell’uomo sono limitate:

  • Pubertà ritardata. In 102 ragazzi di 13,6–15,5 anni con bassa statura e pubertà ritardata, un programma nutrizionale con 6.000 UI/settimana di vitamina A più 12 mg/giorno di ferro (n = 17) ha prodotto una crescita simile a quella ottenuta con l’oxandrolone o con il testosterone depot, e più rapida dell’osservazione (9,3 vs 4,0 cm/anno) (Zadik et al., Clin Endocrinol 2004). Questi ragazzi avevano un basso apporto di vitamina A, le dosi erano modeste e veniva somministrato anche ferro. Non si applica agli adulti ben nutriti.
  • Muscoli e testosterone. Non abbiamo trovato alcuno studio controllato che dimostri che la vitamina A aumenti il testosterone, la massa muscolare o la forza negli adulti senza carenza.
  • Guarigione delle ferite. Una revisione narrativa descrive ruoli nel ricambio epiteliale e nella produzione di collagene, compresa l’inversione del ritardo di guarigione causato dagli steroidi antinfiammatori (Polcz & Barbul, Nutr Clin Pract 2019). Gli studi clinici sono piccoli e in contesti ristretti. In 19 pazienti con danno da radiazioni al retto, 10.000 UI/giorno per 90 giorni hanno migliorato i punteggi dei sintomi (Ehrenpreis et al., Dis Colon Rectum 2005). Non abbiamo trovato alcuno studio sulla vitamina A orale per il recupero dall’allenamento o da infortuni sportivi.

Almeno un caso pubblicato ha riguardato questa popolazione. Un giovane che assumeva integratori di vitamina A ad alte dosi, oltre a un elevato apporto alimentare, per migliorare lo sviluppo muscolare ha sviluppato una malattia epatica cronica con fibrosi grave e segni di ipertensione portale (Castaño et al., Ann Hepatol 2006).

Effetti collaterali e rischi

Tossicità acuta

L’ipervitaminosi A acuta segue una o poche dosi molto elevate, in genere oltre 100 volte la RDA, nell’arco di giorni o settimane. I sintomi comprendono forte mal di testa, visione offuscata, nausea, capogiri, dolori muscolari e scarsa coordinazione. I casi gravi possono aumentare la pressione del liquido cerebrospinale, causando sonnolenza, coma e persino la morte (NIH ODS).

Una revisione sistematica del 2026 di 31 segnalazioni per lo più basate su casi clinici ha rilevato che le capsule o compresse di vitamina A erano la fonte più comune (68%). L’ipercalcemia (calcio elevato nel sangue) era l’effetto riportato più di frequente (29%), seguita da problemi gastrointestinali, neurologici ed epatici. Questa revisione riflette casi clinici pubblicati, quindi queste cifre non sono tassi di incidenza (Padmakar, Clin Chim Acta 2026).

Tossicità cronica e fegato

L’eccesso cronico può causare pelle secca, labbra screpolate, dolori muscolari e articolari, stanchezza, depressione e test epatici anomali. L’eccesso di vitamina A si accumula nelle cellule stellate epatiche, che possono attivarsi e produrre collagene, con conseguente fibrosi, ipertensione portale e cirrosi. Gli enzimi epatici di solito aumentano soltanto di 1–4 volte il limite superiore della norma, e per la diagnosi può essere necessaria una biopsia. LiverTox classifica la vitamina A come una causa ben documentata di danno epatico ad alte dosi (LiverTox).

La principale serie clinica ha incluso 41 pazienti consecutivi con danno epatico da vitamina A. Diciassette avevano la cirrosi e 6 sono morti per cause correlate al fegato nel corso di un follow-up medio di 4,6 anni (Geubel et al., Gastroenterology 1991). I casi gravi hanno richiesto un trapianto di fegato (Padmakar 2026). Il danno precoce è reversibile, ma il miglioramento può essere lento, e LiverTox descrive casi con recupero incompleto dopo l’interruzione.

La dose alla quale inizia il danno epatico non è ben definita:

Fonte Dose citata Base
Geubel et al. 1991 25.000 UI/giorno (7.500 mcg) per 6 anni La dose giornaliera continuativa più bassa della serie che ha portato alla cirrosi
EFSA 2024 7.500 mcg/giorno per 6 anni La dose più bassa segnalata come causa di tossicità epatica, da casi clinici
LiverTox In genere oltre 40.000 UI/giorno (circa 12.000 mcg) Sintesi clinica
IOM 2001 14.000 mcg/giorno Livello più basso a cui si osservano effetti avversi, usato per fissare l’UL

Gli studi randomizzati non hanno risolto la questione. In 2.297 adulti randomizzati a 25.000 UI/giorno o placebo per una mediana di 3,8 anni non sono stati osservati effetti avversi su 14 sintomi monitorati, anche se alcuni valori di laboratorio sono cambiati (vedi sotto) (Cartmel et al., Am J Clin Nutr 1999). L’EFSA ha esaminato studi con dosi fino a 22.500 mcg/giorno e non ha riscontrato effetti avversi sugli enzimi epatici. Ha osservato che quegli studi duravano al massimo 12 mesi, erano piccoli, non prevedevano biopsie e potrebbero aver usato un marcatore poco sensibile. Ha concluso che i dati non possono dimostrare se assunzioni inferiori a 7.500 mcg/giorno per sei anni siano sicure per il fegato (EFSA 2024).

Difetti congeniti

L’eccesso di vitamina A preformata può causare malformazioni del cranio, del viso, delle orecchie, del cuore e del sistema nervoso centrale. Il primo trimestre, in particolare i primi 60 giorni, sembra essere il periodo più sensibile (EFSA 2024).

Lo studio chiave ha seguito 22.748 donne in gravidanza (Rothman et al., NEJM 1995):

Confronto Rapporto di prevalenza per i difetti della cresta neurale cranica
Oltre 15.000 UI/giorno da alimenti e integratori vs 5.000 UI/giorno o meno 3,5 (IC 95% 1,7–7,3)
Oltre 10.000 UI/giorno da integratori vs 5.000 UI/giorno o meno 4,8 (IC 95% 2,2–10,5)

Gli autori hanno individuato una soglia apparente intorno a 10.000 UI/giorno di vitamina A da integratori e hanno stimato che circa 1 neonato su 57 nato da donne oltre quel livello presentava una malformazione causata dall’integratore. Il rischio era concentrato nelle esposizioni prima della settima settimana di gestazione.

La soglia esatta è dibattuta. L’IOM ha osservato che pochi contestano un nesso causale, ma che la soglia resta incerta. Una coorte europea di donne esposte ad almeno 3.000 mcg/giorno da integratori non ha rilevato un eccesso di malformazioni maggiori, anche se l’EFSA ha giudicato elevato il suo rischio di bias. Uno studio caso-controllo statunitense ha collegato il retinolo da integratori di 3.000 mcg/giorno o più alla trasposizione delle grandi arterie, un difetto cardiaco (OR 8,8; IC 95% 3,8–20,5). L’EFSA ha concluso che 3.000 mcg/giorno può essere considerato il livello senza effetti avversi osservati e ha rilevato che dal 2002 non ci sono nuovi dati prospettici per assunzioni più elevate (IOM 2001; EFSA 2024).

Autorità ed esperti consigliano:

  • ODS. Gli esperti sconsigliano alle donne che sono o potrebbero essere in gravidanza, e a quelle che allattano, gli integratori ad alto dosaggio oltre 3.000 mcg RAE/giorno (NIH ODS).
  • EFSA. Alle donne che stanno pianificando una gravidanza o sono in gravidanza si consiglia di non consumare prodotti a base di fegato (EFSA 2024).
  • Scheda tecnica di Aquasol A. La vitamina A in quantità superiore alla RDA è controindicata nelle donne che sono o potrebbero rimanere in gravidanza, e la sicurezza oltre 6.000 unità/giorno in gravidanza non è stata stabilita (scheda tecnica di Aquasol A).

Ossa e fratture

Il danno osseo da assunzioni chiaramente tossiche è ben documentato e comprende ipercalcemia, rimodellamento alterato e fratture. Se assunzioni inferiori all’UL aumentino il rischio di frattura è molto meno chiaro (EFSA 2024):

Studio Chi Confronto Risultato
Feskanich et al., JAMA 2002 72.337 infermiere statunitensi in postmenopausa, 18 anni Retinolo ≥2.000 vs meno di 500 mcg/giorno Frattura dell’anca RR 1,89 (IC 95% 1,33–2,68)
Michaëlsson et al., NEJM 2003 2.322 uomini svedesi, 30 anni Quinto più alto vs quinto intermedio di retinolo sierico Qualsiasi frattura 1,64 (IC 95% 1,12–2,41); frattura dell’anca 2,47 (IC 95% 1,15–5,28)
Caire-Juvera et al., Am J Clin Nutr 2009 75.747 donne statunitensi in postmenopausa Quinti di assunzione di retinolo Nessuna associazione complessiva; modesto aumento delle fratture totali con bassa assunzione di vitamina D (HR 1,15; IC 95% 1,03–1,29)
Wu et al., J Bone Miner Res 2014 Metanalisi, 8 studi sull’assunzione e 4 sui livelli ematici Assunzione o retinolo ematico alti vs bassi Frattura dell’anca: assunzione di retinolo RR 1,40 (IC 95% 1,03–1,91); betacarotene RR 0,82 (IC 95% 0,59–1,14); sia il retinolo ematico alto sia quello basso hanno aumentato il rischio. Fratture totali: nessuna differenza

Si tratta di studi osservazionali, che non possono separare il retinolo dagli altri aspetti di dieta e stile di vita. Le revisioni li hanno interpretati con cautela:

  • IOM (2001). Ha definito i risultati «provocatori ma contrastanti» e non li ha usati per fissare l’UL (IOM 2001).
  • EFSA (2024). Ha trovato 17 studi prospettici idonei e nessuno studio clinico idoneo. Ha concluso che non è possibile stabilire una causalità per assunzioni di 1.000–3.000 mcg/giorno e che le nuove evidenze non supportano un’associazione a 3.000 mcg/giorno o meno. Un precedente valore indicativo europeo di 1.500 mcg/giorno per le donne in postmenopausa non è stato recepito nell’UL del 2024 (EFSA 2024).
  • Dati di studi a breve termine. In 80 uomini sani, 25.000 UI/giorno per 6 settimane non hanno modificato i marcatori di turnover osseo, ma lo studio era troppo breve per valutare gli effetti a lungo termine (Kawahara et al., J Nutr 2002).

La vitamina A e la vitamina D3 possono interagire a livello osseo. Nell’uomo, una singola dose elevata di palmitato di retinile ha ridotto la risposta del calcio alla vitamina D attiva, e nella Women’s Health Initiative il segnale di frattura è comparso solo con un’assunzione più bassa di vitamina D. I risultati nei ratti suggeriscono che la tossicità ossea possa verificarsi indipendentemente dallo stato della vitamina D, quindi la questione resta irrisolta (EFSA 2024).

Lipidi nel sangue

Nello studio sul cancro della pelle citato sopra, dopo 49 mesi con 25.000 UI/giorno, i trigliceridi erano più alti dell’11%, il colesterolo totale del 3%, l’HDL più basso dell’1% e la fosfatasi alcalina più alta del 7% rispetto al placebo (Cartmel et al., Am J Clin Nutr 1999). Non è stato verificato se queste piccole variazioni influiscano sugli esiti clinici.

Farmaci retinoidi orali

Le schede tecniche dei retinoidi orali mettono in guardia dall’aggiungere vitamina A perché le tossicità si sovrappongono. La scheda tecnica dell’isotretinoina osserva che molti dei suoi effetti collaterali, come la secchezza di pelle e mucose, assomigliano a quelli di dosi molto elevate di vitamina A:

Farmaco Cosa dice la scheda tecnica
Isotretinoina capsule Ai pazienti va sconsigliato l’uso di integratori vitaminici contenenti vitamina A, per evitare effetti tossici additivi
Acitretina capsule L’assunzione concomitante di vitamina A o di altri retinoidi orali deve essere evitata per il rischio di ipervitaminosi A
Bexarotene (Targretin) Ai pazienti negli studi clinici è stato consigliato di limitare la vitamina A a ≤15.000 UI/giorno; la scheda tecnica avverte di una tossicità additiva
Tretinoina capsule Evitare l’uso con la vitamina A, che può portare a reazioni avverse correlate alla vitamina A

Questi avvertimenti provengono dalle schede tecniche dei farmaci orali. Tretinoina e adapalene topici sono trattati nelle rispettive pagine.

Altre interazioni

L’orlistat può ridurre l’assorbimento di vitamina A e betacarotene, e i suoi produttori raccomandano un multivitaminico (NIH ODS). Un forte consumo di alcol e una malattia epatica preesistente aumentano la suscettibilità all’eccesso di vitamina A (IOM 2001; LiverTox). Non abbiamo trovato alcuno studio sulla vitamina A combinata con steroidi anabolizzanti orali, che hanno i propri rischi per il fegato.

Sommare le fonti

L’UL copre tutta la vitamina A preformata insieme. Un comune integratore a ingrediente singolo da 3.000 mcg RAE, se interamente preformato, raggiunge l’UL degli adulti prima ancora di contare alimenti, multivitaminici o fegato (NIH ODS). L’ipervitaminosi A può simulare altri disturbi, per cui una revisione di casi clinici ha sottolineato l’importanza di raccogliere un’anamnesi completa su dieta e integratori (Padmakar 2026).

Stato legale e uso nello sport

Negli Stati Uniti la vitamina A è venduta come integratore alimentare e l’iniezione di palmitato di retinile è un prodotto su prescrizione. Il Valore Giornaliero (Daily Value) della FDA (l’agenzia statunitense per i farmaci) è di 900 mcg RAE per gli adulti e per i bambini di 4 anni e oltre (NIH ODS). Nell’UE retinolo, acetato di retinile, palmitato di retinile e betacarotene sono autorizzati per l’uso in alimenti e integratori (EFSA 2024). La vitamina A e il retinolo non sono nominati nella Lista delle sostanze proibite WADA 2026.

Punti chiave

  • Due forme, rischi diversi. La vitamina A preformata causa la tossicità classica; per i carotenoidi non è stato dimostrato che la causino da soli, anche se gli integratori di betacarotene aumentano il rischio di cancro del polmone nei fumatori.
  • Un margine ristretto. La RDA degli adulti è di 700–900 mcg RAE/giorno e l’UL è di 3.000 mcg/giorno di vitamina A preformata, un livello che un comune integratore a ingrediente singolo può raggiungere da solo.
  • Il beneficio dipende dalla carenza. Gli integratori riducono la mortalità infantile dove la carenza è comune (RR 0,88), ma gli studi negli adulti ben nutriti non mostrano un beneficio generale, e CARET ha rilevato danni nei fumatori.
  • La tossicità grave è documentata. È stata segnalata cirrosi con 25.000 UI/giorno per 6 anni, e un’assunzione elevata all’inizio della gravidanza è associata a difetti congeniti. Le soglie esatte sono incerte.
  • Il segnale osseo non è dimostrato sotto l’UL. Alcune coorti collegano il retinolo alla frattura dell’anca, altre no, e l’EFSA ha concluso che non è possibile stabilire una causalità a 1.000–3.000 mcg/giorno.
  • Non è una scorciatoia per l’acne. I benefici riportati per l’acne derivano da studi deboli con dosi molto superiori all’UL, e le schede tecniche dei retinoidi orali sconsigliano di aggiungere vitamina A.

Fonti

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